Ho preso il passo milanese già da un po’. Non è stato difficile perché la fretta è sempre stata alla mia portata: fare tutto velocemente senza intralcio nei passi altrui è da sempre un requisito fondamentale di convivenza. “Va pian e fa presto” mi dice ancora oggi il buon Paolino e io mi concentro su quel “fa presto” e corro, corro, corro, anche se non in senso sportivo… Ma cerco di fare in fretta, di completare tutte le mie attività, dalla spesa ai report di lavoro. La mia mente organizza ogni secondo della giornata incastrandolo come un puzzle per evitare di perdere tempo, per ottimizzare anche gli attimi più nascosti. Incastrare e ottimizzare.
Una vita “indrioman”.
Indrioman è una tipica espressione delle mie parti che non ha una traduzione diretta ma rappresenta la locuzione “subito dopo” o “già che ci sei”: “Già che sei in piedi, prendimi un bicchiere d’acqua”, “già che ti stai alzando, prendimi gli occhiali che ho lasciato in camera”, “già che esci, passa al supermercato a comprare il latte”, “subito dopo aver finito di lavorare, dai una spolverata a tutta la casa”. Indrioman è diventata la mia filosofia di vita. Mi alzo dal pc per andare in bagno e “indrioman” butto due cose in lavatrice. Vado a prendere i figli a scuola e “indrioman” ritiro le camicie dalla lavanderia senza considerare che non avrò più mani a disposizione per reggere bicicletta, zaini, bambini e spesa (che ho fatto indrioman).
Indrioman ha la faccia di mia mamma che torna a casa dal lavoro carica come un mulo di spesa, con qualche bambino al seguito, mentre risponde al telefono, parla con le amiche per strada di “cosa fare per pranzo”.
Indrioman è sentirsi perennemente alla rincorsa del tempo che vola via e del rischio di non portare a termine compiti e missioni che probabilmente nessuno ci ha richiesto, ma vuoi mettere la bellezza di chiudere gli occhi stremata alle undici di sera sapendo che tutto è sotto controllo e sei finalmente libera di pianificare la progettazione e il puzzle della giornata successiva?
Indrioman è un’Idra con nove braccia al posto di nove teste. Nove braccia e una sola testa pensante che all’improvviso non si ricorda più dove sta andando e soprattutto perché. E ti molla. Decide di boicottare la filosofia indrioman, si spegne e ti lascia lì senza farti capire dove sei.
Allora provo a boicottare io l’Idra a nove braccia. Esco di casa e vago, senza meta e senza scopo. È durissima, è difficilissimo! Credetemi… camminare e non approfittare della farmacia aperta, dell’edicola che oggi dovrebbe uscire il numero di Topolino che mio figlio aspetta, del bancomat che ho finito i contanti, e devo dare la mia quota per la gita di classe… è durissima. Sono circondata da indrioman!
Ma resisto, chiudo gli occhi e perseguo il mio scopo di non avere scopo e prendo il telefono in mano perché visto che sono in giro a fare niente potrei prenotare il taglio di capelli, e magari fare anche la telefonata a un’amica che rimando da troppo tempo, e indrioman dare un’occhiata al sito di vestiti riciclati che se ordino in anticipo ho pure il 30% di sconto…
No.
Per chi non l’ha mai imparato è difficile andare piano e godersi il viaggio. A me capita solo in treno, perché so che qualcuno sta andando veloce per me e posso lasciare i pensieri scappare via, ma velocemente, senza disturbare.
Andare piano e prendersi tempo, lasciando che le cose scivolino via è un’arte difficile, richiede esercizio e concentrazione, e chi la persegue ce l’ha quella faccia lì, quella della serenità e della vaghezza, quel sorriso ampio e rassicurante che calma l’animo e lo spirito.
Lascia il telefono dove sta e concentrati sul respiro e sulla camminata. Guarda solo gli alberi intorno a te, ok sono pochi ma appunto per questo degnali di uno sguardo, ci sono pure i primi peschi in fiore. Respira. Respira e Rallenta. Rallenta. “Va pian”.

